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Il Centro Kolbe


  
LE OPERE PROVINCIALI


CENTRO KOLBE - VILLA BELVEDERE


 

 

 
 

Villa Belvedere - CP 76
90044 Carini (PA)

Tel: 091/8661698

Fax: 091/8660112
e.mail:
web: www.centrokolbe.it

 
vedi anche: Convento S. Massimiliano Kolbe - Carini

Direttore: P. Salvino Pulizzotto

 
         
   

   
 

Storia

Prima che i Frati Minori Conventuali giungessero a Villa Belvedere, nei secoli passati, avevano già dimorato a Carini. Se ne dà qui rapido cenno.
La loro presenza risale al 1546, quando la Provincia religiosa vi eresse il suo primo convento.
Dopo i primi tempi difficili, non ancora superati quando nel 1624 infierì la peste in quasi tutta la Sicilia, i frati ebbero un periodo di fioritura che coincise con la costruzione, accanto alla chiesa di S. Rocco, di un nuovo convento con chiostro (metà del sec. XVII), di cui si conserva ancora l'ala orientale, e con l'insperata fortuna del passaggio dei beni del convento di S. Antonio, nel feudo "La Mancusa", soppresso nel 1630 e appartenuto ai Frati Minori Conventuali Riformati.


Dopo essere incappato nella soppressione innocenziana dei piccoli conventi (1652) e, quindi, dopo la successiva riapertura (1669), il convento di S. Rocco, detto anche S. Antonino, visse tempi di serena attività, contrassegnati dalla promozione del culto all'Immacolata, fino al 1866 quando fu soppresso come tutti gli altri conventi d'Italia.
I Frati Minori Conventuali ritornarono a Carini nel 1953, quando la Provincia acquistò dalla famiglia Briuccia un primo lotto di terreno (circa due ettari) a Villa Belvedere, già residenza estiva dei baroni La Grua, per interessamento del sig. Pietro Randazzo. Negli anni successivi fu comprata la rimanente proprietà, che oggi, in totale, ammonta a 6 ettari.

Inizialmente la Villa Belvedere fu utilizzata dalla Provincia religiosa come seminario estivo per i giovani professi. Nel 1964, il Ministro provinciale, fr. Giuseppe Fiasconaro, approvò il progetto di una colonia montana da costruire accanto al castello e subito si diede inizio all'opera. I lavori, però, proseguirono prima, in seguito al terremoto della Valle del Belice che distrusse il convento di Montevago, con la finalità di farne un seminario; quindi, per la progressiva diminuzione del numero degli alunni, con quella di Centro attività francescane P. Kolbe, più avanti semplificato in Centro Kolbe. I lavori terminarono all'inizio dell'estate del 1972 e il Centro fu inaugurato il 9 luglio dello stesso anno, in occasione del XXV anniversario di sacerdozio del Ministro provinciale, fr. Giorgio Leone.
Il successivo sviluppo del Centro e le continue richieste di accoglienza indussero la Provincia francescana ad apprestare un progetto di ampliamento della casa. Quindi, tra il 1979 e il 1981, si portò a termine la costruzione del secondo plesso. I locali vennero inaugurati il 16 giugno 1981 con un concerto del Teatro Massimo di Palermo nella nuova aula magna.
Il 22 ottobre 1983, la nuova chiesa venne dedicata al martire polacco, San Massimiliano Kolbe, con un solenne rito officiato dal cardinale Jozef Glemp, arcivescovo di Cracovia. Nella stessa occasione l'arcivescovo di Monreale, Mons. Salvatore Cassisa, presentò la bolla con cui eresse la nuova chiesa a Santuario mariano-kolbiano. Il giorno dopo, il cardinale Glemp consegnò i premi agli artisti vincitori alla Mostra nazionale d'arte contemporanea sul tema: "P. Kolbe: l'olocausto", organizzata dai frati del Centro. A questo importante momento celebrativo si aggiunse un altro evento molto significativo: il Ministro provinciale, fr. Luigi Gattuso, comunica ai frati della comunità il decreto di erezione canonica della casa a convento della Provincia francescana:

L'assetto completo della struttura pastorale del Centro si ebbe con l'erezione a parrocchia della chiesa-santuario di S. Massimiliano Kolbe, voluta dall'arcivescovo di Monreale, Mons. Salvatore Cassisa, con decreto del 10 giugno 1988.
Il Centro, lungo gli anni, ha sviluppato una notevole attività artistico-culturale con grande afflusso di pubblico. Alla fine degli anni '80, la grande aula magna di recente costruzione non era più sufficiente ad accoglierlo. I frati, pertanto, hanno ritenuto opportuno procedere alla realizzazione di un anfiteatro all'aperto di mille posti. L'opera è stata realizzata con i cantieri di lavoro per disoccupati finanziati dall'Assessorato regionale al Lavoro e inaugurata nel 1990 dal Teatro Massimo di Palermo con il Festival dell'Opera gioiosa.


Da allora, ogni anno, in estate, è sede di grandi manifestazioni artistico-culturali. Tra le più significative: l'opera lirica Maximilien Kolbe di Ionesco, L'infinitamente piccolo di Angelo Branduardi, rassegna di prose ed operette.

 
 

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Attività

Il Centro Kolbe è prima di tutto "casa di spiritualità". Fin dal suo sorgere la Provincia religiosa dei Frati Minori Conventuali di Sicilia l'ha voluta con tale finalità.
La spiritualità della quale il Centro si nutre e che promuove è quella francescana, nella gloriosa tradizione conventuale, che ha a fondamento Cristo e Cristo crocifisso e risorto. Da qui le note caratteristiche della minorità, della fraternità, dell'accoglienza, dell'amore all'uomo e al creato, dell'ecumenismo, della letizia.
Il Centro porta il nome del Santo martire polacco perché a lui intende ispirarsi nel vivere e promuovere la spiritualità francescana e mariana.
Lo stesso nome è dato al santuario e alla parrocchia che fanno parte del Centro.

Il Centro Kolbe svolge una molteplice attività che si può così schematizzare: spiritualità, accoglienza, cultura, santuario, parrocchia.

  • Spiritualità
    La spiritualità è espressa primariamente con lo stile di vita francescano dei frati.
    Ma è promossa anche con attività proprie:
    -esercizi spirituali
    -ritiri spirituali
    -giornate di spiritualità
    -mese di agosto riservato agli anziani che vogliono vivere un periodo di riposo nello -spirito e una serena esperienza di fraternità
    -periodo pasquale per gli anziani per un'esperienza di fede alla luce del mistero della -Risurrezione
    -corsi di formazione
    -animazione e discernimento vocazionale
    -direzione spirituale.
     

  • Accoglienza
    Quella dei frati non è solo accoglienza di gruppi, ma è anche disponibilità al colloquio, alla direzione spirituale, al discernimento vocazionale, all'amministrazione del sacramento della Penitenza.
    Particolare attenzione il Centro riserva all'accoglienza dei gruppi, sia di religiosi che di laici, per:
    -esercizi spirituali
    -ritiri spirituali
    -convegni di studio, ricerca, preghiera
    -giornate di spiritualità
    -pellegrinaggi
    -campi scuola
    -incontri di formazione
    -esperienze di fraternità.
     

  • Cultura
    Il Centro si ispira a questo Santo per farsi proposta e comunicazione di cultura quale annuncio del messaggio evangelico e francescano, a livello:
    1. editoriale, con pubblicazioni e inserti nella stampa locale e nazionale, produzione di videocassette e CD;
    2. artistico, con concerti di musica classica e moderna, teatro di prosa e lirico, esibizioni folkloristiche, cabaret, spettacoli di beneficienza.
     

  • La parrocchia
    La parrocchia comprende parte del territorio a monte di Carini in cui vi sono insediati numerosi villini, abitati prevalentemente nel periodo estivo e solo in piccola parte adibiti ad abitazione permanente.
    La parrocchia ha pertanto una sua propria vocazione alla pastorale del turismo. Altra caratteristica della parrocchia, condivisa da tutta l'attività del Centro, è la pastorale degli anziani. Nel periodo estivo, per una quarantina di giorni (luglio-agosto), la pastorale è rivolta ad animare spiritualmente le esperienze di fraternità degli anziani, ospiti del Centro. Il gruppo degli anziani ritorna volentieri ogni anno a Villa Belvedere per un periodo di riposo e di vita fraterna. La pastorale del turismo come quella degli anziani, unita a quella ordinaria, dà al Centro e alla parrocchia una caratterizzazione propria che la rende rinomata.


 

 
 

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Il Santuario


L'attività dei frati assorbe anche la pastorale santuariale, che è accoglienza dei pellegrini che giungono al Centro in grandi e piccoli gruppi. Le indicazioni autostradali portano al santuario tanti visitatori, un po' spinti da curiosità, un po' da esigenze di rivedere il proprio cammino di fede, di accostarsi al sacramento della Penitenza, o semplicemente per incontrare un sacerdote.
Le vetrate artistiche del santuario, che narrano a grandi linee la vita di S. Massimiliano Kolbe, sono occasione ai frati di opportune catechesi ai pellegrini, orientate a fare prendere coscienza della necessità di giocarsi la vita per realizzare il progetto che Dio ha su ogni uomo.
Grande sollecitazione catechetica ha anche la mostra permanente di pittura contemporanea dal tema "P. Kolbe: l'Olocausto".

 
 

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