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Centro Kolbe |
LE OPERE
PROVINCIALI
CENTRO KOLBE -
VILLA BELVEDERE
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Storia
Prima
che i Frati Minori Conventuali giungessero a Villa
Belvedere, nei secoli passati, avevano già dimorato a
Carini. Se ne dà qui rapido cenno.
La loro presenza risale al 1546, quando la Provincia
religiosa vi eresse il suo primo convento.
Dopo i primi tempi difficili, non ancora superati quando nel
1624 infierì la peste in quasi tutta la Sicilia, i frati
ebbero un periodo di fioritura che coincise con la
costruzione, accanto alla chiesa di S. Rocco, di un nuovo
convento con chiostro (metà del sec. XVII), di cui si
conserva ancora l'ala orientale, e con l'insperata fortuna
del passaggio dei beni del convento di S. Antonio, nel feudo
"La Mancusa", soppresso nel 1630 e appartenuto ai Frati
Minori Conventuali Riformati.
Dopo
essere incappato nella soppressione innocenziana dei piccoli
conventi (1652) e, quindi, dopo la successiva riapertura
(1669), il convento di S. Rocco, detto anche S. Antonino,
visse tempi di serena attività, contrassegnati dalla
promozione del culto all'Immacolata, fino al 1866 quando fu
soppresso come tutti gli altri conventi d'Italia.
I Frati Minori Conventuali ritornarono a Carini nel 1953,
quando la Provincia acquistò dalla famiglia Briuccia un
primo lotto di terreno (circa due ettari) a Villa Belvedere,
già residenza estiva dei baroni La Grua, per interessamento
del sig. Pietro Randazzo. Negli anni successivi fu comprata
la rimanente proprietà, che oggi, in totale, ammonta a 6
ettari.
Inizialmente
la Villa Belvedere fu utilizzata dalla Provincia religiosa
come seminario estivo per i giovani professi. Nel 1964, il
Ministro provinciale, fr. Giuseppe Fiasconaro, approvò il
progetto di una colonia montana da costruire accanto al
castello e subito si diede inizio all'opera. I lavori, però,
proseguirono prima, in seguito al terremoto della Valle del
Belice che distrusse il convento di Montevago, con la
finalità di farne un seminario; quindi, per la progressiva
diminuzione del numero degli alunni, con quella di Centro
attività francescane P. Kolbe, più avanti semplificato in
Centro Kolbe. I lavori terminarono all'inizio dell'estate
del 1972 e il Centro fu inaugurato il 9 luglio dello stesso
anno, in occasione del XXV anniversario di sacerdozio del
Ministro provinciale, fr. Giorgio Leone.
Il successivo sviluppo del Centro e le continue richieste di
accoglienza indussero la Provincia francescana ad apprestare
un progetto di ampliamento della casa. Quindi, tra il 1979 e
il 1981, si portò a termine la costruzione del secondo
plesso. I locali vennero inaugurati il 16 giugno 1981 con un
concerto del Teatro Massimo di Palermo nella nuova aula
magna.
Il 22 ottobre 1983, la nuova chiesa venne dedicata al
martire polacco, San Massimiliano Kolbe, con un solenne rito
officiato dal cardinale Jozef Glemp, arcivescovo di
Cracovia. Nella stessa occasione l'arcivescovo di Monreale,
Mons. Salvatore Cassisa, presentò la bolla con cui eresse la
nuova chiesa a Santuario mariano-kolbiano. Il giorno dopo,
il cardinale Glemp consegnò i premi agli artisti vincitori
alla Mostra nazionale d'arte contemporanea sul tema: "P.
Kolbe: l'olocausto", organizzata dai frati del Centro. A
questo importante momento celebrativo si aggiunse un altro
evento molto significativo: il Ministro provinciale, fr.
Luigi Gattuso, comunica ai frati della comunità il decreto
di erezione canonica della casa a convento della Provincia
francescana:
L'assetto
completo della struttura pastorale del Centro si ebbe con
l'erezione a parrocchia della chiesa-santuario di S.
Massimiliano Kolbe, voluta dall'arcivescovo di Monreale,
Mons. Salvatore Cassisa, con decreto del 10 giugno 1988.
Il Centro, lungo gli anni, ha sviluppato una notevole
attività artistico-culturale con grande afflusso di
pubblico. Alla fine degli anni '80, la grande aula magna di
recente costruzione non era più sufficiente ad accoglierlo.
I frati, pertanto, hanno ritenuto opportuno procedere alla
realizzazione di un anfiteatro all'aperto di mille posti.
L'opera è stata realizzata con i cantieri di lavoro per
disoccupati finanziati dall'Assessorato regionale al Lavoro
e inaugurata nel 1990 dal Teatro Massimo di Palermo con il
Festival dell'Opera gioiosa.
Da allora, ogni anno, in estate, è sede di grandi
manifestazioni artistico-culturali. Tra le più
significative: l'opera lirica Maximilien Kolbe di
Ionesco, L'infinitamente piccolo di Angelo
Branduardi, rassegna di prose ed operette. |
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Attività
Il
Centro Kolbe è prima di tutto "casa di spiritualità". Fin
dal suo sorgere la Provincia religiosa dei Frati Minori
Conventuali di Sicilia l'ha voluta con tale finalità.
La spiritualità della quale il Centro si nutre e che
promuove è quella francescana, nella gloriosa tradizione
conventuale, che ha a fondamento Cristo e Cristo crocifisso
e risorto. Da qui le note caratteristiche della minorità,
della fraternità, dell'accoglienza, dell'amore all'uomo e al
creato, dell'ecumenismo, della letizia.
Il Centro porta il nome del Santo martire polacco perché a
lui intende ispirarsi nel vivere e promuovere la
spiritualità francescana e mariana.
Lo stesso nome è dato al santuario e alla parrocchia che
fanno parte del Centro.
Il
Centro Kolbe svolge una molteplice attività che si può così
schematizzare: spiritualità,
accoglienza, cultura, santuario, parrocchia.
-
Spiritualità
La spiritualità è espressa primariamente con lo stile di
vita francescano dei frati.
Ma è promossa anche con attività proprie:
-esercizi spirituali
-ritiri spirituali
-giornate di spiritualità
-mese di agosto riservato agli anziani che vogliono
vivere un periodo di riposo nello -spirito e una serena
esperienza di fraternità
-periodo pasquale per gli anziani per un'esperienza di
fede alla luce del mistero della -Risurrezione
-corsi di formazione
-animazione e discernimento vocazionale
-direzione spirituale.
-
Accoglienza
Quella dei frati non è solo accoglienza di gruppi, ma è
anche disponibilità al colloquio, alla direzione
spirituale, al discernimento vocazionale,
all'amministrazione del sacramento della Penitenza.
Particolare attenzione il Centro riserva all'accoglienza
dei gruppi, sia di religiosi che di laici, per:
-esercizi spirituali
-ritiri spirituali
-convegni di studio, ricerca, preghiera
-giornate di spiritualità
-pellegrinaggi
-campi scuola
-incontri di formazione
-esperienze di fraternità.
-
Cultura
Il Centro si ispira a questo Santo per farsi proposta e
comunicazione di cultura quale annuncio del messaggio
evangelico e francescano, a livello:
1. editoriale, con pubblicazioni e inserti nella stampa
locale e nazionale, produzione di videocassette e CD;
2. artistico, con concerti di musica classica e moderna,
teatro di prosa e lirico, esibizioni folkloristiche,
cabaret, spettacoli di beneficienza.
-
La parrocchia
La parrocchia comprende parte del territorio a monte di
Carini in cui vi sono insediati numerosi villini,
abitati prevalentemente nel periodo estivo e solo in
piccola parte adibiti ad abitazione permanente.
La parrocchia ha pertanto una sua propria vocazione alla
pastorale del turismo. Altra caratteristica della
parrocchia, condivisa da tutta l'attività del Centro, è
la pastorale degli anziani. Nel periodo estivo, per una
quarantina di giorni (luglio-agosto), la pastorale è
rivolta ad animare spiritualmente le esperienze di
fraternità degli anziani, ospiti del Centro. Il gruppo
degli anziani ritorna volentieri ogni anno a Villa
Belvedere per un periodo di riposo e di vita fraterna.
La pastorale del turismo come quella degli anziani,
unita a quella ordinaria, dà al Centro e alla parrocchia
una caratterizzazione propria che la rende rinomata.

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Il
Santuario
L'attività
dei frati assorbe anche la pastorale santuariale, che è
accoglienza dei pellegrini che giungono al Centro in grandi
e piccoli gruppi. Le indicazioni autostradali portano al
santuario tanti visitatori, un po' spinti da curiosità, un
po' da esigenze di rivedere il proprio cammino di fede, di
accostarsi al sacramento della Penitenza, o semplicemente
per incontrare un sacerdote.
Le vetrate artistiche del santuario, che narrano a grandi
linee la vita di S. Massimiliano Kolbe, sono occasione ai
frati di opportune catechesi ai pellegrini, orientate a fare
prendere coscienza della necessità di giocarsi la vita per
realizzare il progetto che Dio ha su ogni uomo.
Grande sollecitazione catechetica ha anche la mostra
permanente di pittura contemporanea dal tema "P. Kolbe:
l'Olocausto". |
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