Storia

I primi frati arrivarono
nell'antica Netum, capitale dell'omonima valle, prima
del 1226 e quindi vivente ancora san Francesco d'Assisi. In
origine si stabilirono nel rione dei Porticali. Dapprima in
una casetta di periferia; in seguito fu loro donato un sito
dove costruirono il primo convento.
Secondo la tradizione, dopo la visita di S. Antonio di
Padova a Noto, la generosità dei cittadini di Noto spinse i
frati a trasferirsi in un nuovo convento ancora più ampio.
Noto, come capita1e della grande valle meridionale della
Sicilia era tappa obbligata per i Crociati, i pellegrini e i
francescani missionari che si recavano in Terra Santa. Il
convento fungeva da ospizio per rinfrancare gli antichi
camminatori.
Più tardi, in seguito al terremoto che non lasciò di Noto
pietra su pietra, si decise il trasferimento ad un sito più
sicuro e confacente alle esigenze civiche. Si scelse
l'attuale Colle delle Meti a circa 15 km dalla vecchia Noto.
Qui è sbocciata la Noto barocca, dove vi si costruì
l'attuale chiesa dedicata a san Francesco d'Assisi e
all'Immacolata, dato che l'unica cosa rimasta intatta
durante il terremoto era stata proprio la relativa statua.
L'attuale sito dapprima doveva essere la periferia della
città. Divenne centrale con la successiva costruzione della
cattedrale di Noto a poca distanza dalla chiesa di san
Francesco. Supponiamo l'inizio della nuova costruzione nel
1698.
Durante la prima metà del XIX secolo Noto ebbe uno dei suoi
momenti migliori. Fu eretta a capoluogo di Provincia e a
Diocesi. Nel 1838 fu costruita la Porta Reale, in seguito
alla prima di una serie di visite dei Reali Borbonici. Anche
la chiesa di san Francesco visse questi momenti di lustro
arricchendosi di ulteriori capolavori.
Nel 1866 il Governo Italiano deliberava l'abolizione degli
Ordini religiosi, incamerandone i beni. I frati, il 13
dicembre del 1866 lasciarono il convento. Nel 1885 la chiesa
ritornò sotto l'autorità ecclesiastica nella persona del
vescovo. Prima del 1953 il parroco Arena si industriò per
far finanziare i restauri del tetto e della volta, condotti
e ultimati dai frati che sono tornati a risiedervi. Con il
ritorno dei frati si cominciò l'opera di restauro della
chiesa che si presentava in situazioni precarie.
Dal
maggio del 2000, su richiesta del Vescovo Mons. Giuseppe
Malandrino, è stata affidata alla comunità di Noto la cura
dell'area sacra (detta Valle dei Miracoli) di San Corrado
Fuori le Mura, comprendente il santuario diocesano eretto
sull'antica grotta dove è vissuto e morto il santo patrono,
i due eremi-cenobi annessi e le varie grotte-eremi
disseminate nell'ampio parco alberato.

Bibliografia
F. Rotolo, La chiesa
di S. Francesco d'Assisi a Noto, Palermo 1978. |