Storia

La chiesa di S. Francesco d'
Assisi a Catania attraverso i suoi sette secoli di storia, è
legata, come è evidente, alla presenza dei francescani. I
figli di S. Francesco vennero a Catania nella seconda decade
del 1200 e si sistemarono nella chiesetta di S. Michele
(1254), sita nei pressi del Castello Ursino. Come altrove,
essi incontrarono l'ostilità del Capitolo della Cattedrale,
che li costrinse ad abbandonare il luogo. Alessandro IV
(26.04.1256) ordinò di non molestarli, ma gli eventi
politici, maturati sotto Manfredi, costrinsero i frati ad
abbandonare (1260 c.) la chiesa di S. Michele e a
trasferirsi nella chiesa della Speranza. Ma ancora una volta
furono perseguiti dal vescovo di Catania Boccamazza, che
fece distruggere quanto avevano costruito. Ci vollero altri
interventi, sia di Gregorio X (07.07.1274), sia di Nicolò
III (10.07.1276), e sopratutto la fine del dominio francese
(1282) e l'avvento della dinastia Aragonese, per dare un pò
di pace. Infatti solo nel 1329, per opera della regina
Eleonora, i francescani a Catania poterono avere una sede
definitiva, in cui costruirono la chiesa e il convento.
A questa costruzione contribuì
non poco fr. Geraldo Oddone (Guiral Ot), già Ministro
generale dell'Ordine e in quel periodo arcivescovo di
Catania. Forse a causa della peste nera del 1348, i lavori
dovettero soffrire qualche remora, comunque non ci costa
quando fu ultimata la costruzione. E' dedicata a S.
Francesco, come quasi tutte le nostre più antiche chiese,
però per la devozione sviluppatasi in essa all'Immacolata,
così come è avvenuto a Palermo e a Messina, anche a Catania,
la chiesa viene detta dell'Immacolata.
Il convento, che sorgeva accanto alla chiesa per volere di
Elisabetta, sposa ad un figlio di Eleonora, fin dai tempi
remoti fu sede di uno studio Generale dell'Ordine, come
risulta da un elenco del 1480.
Il 25 luglio 1525 malauguratamente il nostro convento
passava agli Osservanti. Ma per poco tempo: per
interessamento del P. Matteo Ciaccio nel 1532 ritornò a noi
sebbene spoglio dei beni, che gli Osservanti avevano fatto
perdere.
Nel sec. XVII vi fioriva un seminario per i professi con uno
Studio di III classe. Di ottimo sito, ci dice il Cagliola,
di forma eccellente, aveva due chiostri. Ma lo splendore
ammirato dal Cagliola, ben presto si ridusse ad un ammasso
di rovine. L'11 gennaio del 1693, chiesa e convento venivano
abbattuti dal terremoto che distruggeva tutta Catania.
Dell'antica struttura non rimase nulla; la nuova
costruzione, sebbene ripeta le antiche dimensioni, pure fu
condotta con nuovo spirito del tardo barocco. Questa
costruzione durò per tutto il secolo XVIII e gli inizi del
XIX. Nel 1834 per decreto capitolare questo convento signato
come unico educandato della Provincia, ma poco dopo si
dovette chiudere a causa del colera. Più tardi nel 1857
venne occupato in parte dai soldati, che vi rimasero fino al
1866, quando i frati dovettero abbandonare tutto, rimanendo
soltanto alcuni per officiare la chiesa. Nel 1899 si comprò
dal Demanio parte dell'antico convento e così i nostri
poterono ricostituire la famiglia religiosa.
Nella guerra del 1939-1945 subì alcuni danni che vennero
coraggiosamente riparati dai frati ivi di famiglia. |